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VESTIZIONE - SIGNIFICATO |
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CONFRATERNITA
STATUTO
VESTIZIONE |
VESTIZIONE DEI CONFRATELLI
Il rito della vestizione ha una tradizione di molti
secoli nelle confraternite. Esso desta nuovamente grande
interesse soprattutto nei giovani confratelli. Si riscopre
il suo profondo significato.
L'abito è il segno di appartenenza ad una confraternita che
è pubblica associazione nella Chiesa e che riceve dalla
Chiesa la personalità giuridica nonché la missione per il
fine che intende perseguire, in nome della Chiesa stessa
(canone 313 del Codice di Diritto Canonico). La
Confraternita ha tra i suoi fini quello assai rilevante
dell'incremento del culto pubblico, che, per sua natura, è
riservato alla Chiesa.
Nell'esercizio del culto pubblico della Chiesa, nelle forme
solenni delle celebrazioni liturgiche e delle pietà
popolari, le confraternite usano il loro particolare abito,
detto anche sacco o cappa. Esso, nella varietà delle forme e
dei colori, ha sempre costituito motivo di grande decoro e
di solennità nello svolgimento del culto pubblico, così
profondamente radicato nella tradizione di ogni
confraternita.
E' un abito per un servizio liturgico. E' dunque segno di
una volontà di partecipazione attiva alla Sacra liturgia e
di esemplare espressione di essa.
I confratelli indossano l'abito con la consapevolezza di chi
vede in esso quasi una espressione di quella veste
battesimale che ricorda la dignità sacra di ogni battezzato
e l'ufficio che la Chiesa gli riconosce nell'esercizio del
culto liturgico.
Indossando l'abito essi ricordano che, battezzati in Cristo,
si sono rivestiti di Cristo (Gal. 3,27) e che, appartenendo
a Cristo, tutto il loro essere è divenuto un canto a lode
della sua gloria (Ef. 1,14), sintonizzando il canto
interiore del loro spirito e della loro vita agli armoniosi
canti della loro pietà.
Nelle confraternite inoltre l'abito o cappa è distintivo di
un servizio di carità. I confratelli lo indossano mentre
corrono a dare soccorso, sollievo, attenzione di carità ai
malati, assistenza alle vittime di sciagure, ai colpiti da
calamità.
E' il segno dello spirito di sacrificio con cui affrontano
il dovere di solidarietà nelle molteplici forme del
volontariato.
Il camice bianco del personale sanitario degli ospedali, dei
luoghi di cura di oggi sono spesso una derivazione del sacco
delle confraternite, che hanno dato vita nei secoli anche a
innumerevoli ospedali. A Roma oltre 40 ospedali sono stati
fondati da Confraternite.
Un solo esempio. Con il sorgere dell'ospedale di S. Spirito
in Sassia nel 1198, nasce anche una aggregazione di fedeli
laici, che più tardi diventerà una Confraternita. Essa
svolgerà per secoli attività di cura e assistenza dei
malati. Un caso non certo unico della comune storia di un
ospedale e di una Confraternita.
L'abito nelle Confraternite è distintivo di carità e di
amore per i più bisognosi.
Esso ha spesso anche un cappuccio che copre il volto del
fratello e assicura l'anonimato delle buone opere,
l'annullamento della distanza delle classi, accomunando il
ricco e il povero, il colto e il non colto.
Con esso non si è conosciuti. Nessuno sa perciò chi deve
ringraziare per il bene ricevuto ed è assicurata la fedeltà
alla esortazione di Gesù "non sappia la tua sinistra quello
che fa la tua destra". "Guardatevi dal fare le vostre opere
buone per essere veduti dagli uomini. Il Padre vostro che vede nel segreto vi
ricompenserà". (Mt 6, 1-6)
I confratelli appartenenti alle Confraternite della
Misericordia alla chiamata per ogni servizio di carità e al
termine di esso, ringraziano chi ha dato loro la possibilità
di compierlo con le splendide parole cristiane: che Dio te
ne renda merito!
L'abito è così l'insegna del buon Samaritano. Il confratello
nel cammino della sua testimonianza di carità non chiede a
chi ha bisogno di lui chi sia. da dove venga, a quale gruppo
sociale o a quale religione appartenga: "Tu soffri? Questo
mi basta. Tu appartieni a me!" (L.Pasteur)
Nelle Confraternite l'abito è dunque l'emblema significativo
per la decorosa e pubblica espressione del culto e per il
generoso servizio di carità.
I valori spirituali contenuti nel segno dell'abito sono così
profondi da meritare ogni considerazione.
Con il solenne rito della vestizione viene dato il giusto
rilievo al ricco significato dell'abito ed ai valori
profondi che esprime.
Dal supplemento a "L'Osservatore Romano" in data 12
maggio 1989
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