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| LA STORIA |
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Il Salviano
Un' ipotesi etimologica sul nome "Salviano", di tipo piuttosto congetturale, si collega all'abbondante diffusione sul monte della salvia, una pianta il cui nome scientifico è Salvia officinalis. Una seconda ipotesi fondata su principi più scientifici si correla a rinvenimenti epigrafici nella Marsica in cui è frequente il nominativo della Gens Salvia, titolo comune nella parte centrale dell' Italia , e induce a pensare , in base a varie risultanze, che sul monte sia esistito un podere o un altro bene della Gens Salvia, da cui appunto la denominazione Salviano.
Su tale monte sorgeva un tempo il paese di Pietraquaria formato da varie case che si stringevano intorno ad un castello. Come per l'etimologia del nome del monte, così anche per quella del nome del paese non si hanno spiegazioni certe e complete. Brogi, illustre storico concittadino, nella monografia dal titolo: "Il santuario ed il castello di Pietraquaria nella Marsica " (ristampa 1954 ) ci informa che in alcuni documenti del 1830 "Il nome di Pietraquaria si trova anche scritto Pietraquaria, Pietraquale e Petraquarola, ma l'uso oggi ha prevalso in quel di Pietraquaria". La credenza popolare conduce l'indagine etimologica soffermandosi sulla grande pietra (petra), cioè l'ampia roccia su cui sorgeva il paese e dalla quale scaturivano acque (aquaria) in abbondanza. Il Brogi scrive però che in proposito non vi è nulla di certo: "Ma è un fatto, che oggi nessuna sorgente vi è né sopra luogo né nelle adiacenze. Può essere che in antico ci sia stata una vena, che poi sia andata perduta."
Il Febonio, insigne storico avezzanese ( del XVI sec.), nella sua "Historia Marsorum", opera di grandissima importanza per la storia della Marsica, ricordandoci di un paese anticamente esistito sul Salviano, usa il termine latino "Pietraquaria". Da qui la conferma della credenza popolare con la scomposizione del termine 'petra', che sta a designare una roccia, una rupe o un macigno, cioè la base rocciosa del paese e 'aquaria' in quanto nel paese sembra essere veramente esistito un aquarium, costituito da vani, con pareti rese impermeabili da un intonaco rosso, aventi la funzione di cisterne per la raccolta delle acque piovane.
Il Brogi ci dà notizia della conferma che in proposito si è avuta nel corso dei lavori per l'ampliamento del piazzale antistante il santuario:durante lo scavo e la demolizione della roccia in quella zona sono infatti apparsi ben delineati e distanziati i suddetti vani-cisterna; si sono inoltre rinvenuti dei canali pietrosi che si suppone servissero per scaricare l'acqua dai serbatoi.
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Il paese di Pietraquaria
Per le origini del paese non si hanno spiegazioni sicure ed esaurienti. Il Febonio nella sua "Historia Marsorum", circa l'antica esistenza del paese di Pietraquaria sul Salviano ci offre le seguenti informazioni: "Il monte e il piano ( della Marsica ) una volta erano densi di villaggi di cui si vedono ancora oggi i ruderi; l'ultimo a scomparire fu quello di Pietraquaria sulla cima di un monte tra Avezzano e Cese ". Da qui l'idea di molti che esso fosse uno dei tanti vichi che già al tempo dei romani popolavano il monte e il piano della Marsica.
Tale opinione risulta confortata dal Brogi che, nella sua famosa monografia, offre una probabile testimonianza dell'esistenza del paese di Pietraquaria già dall' epoca imperiale romana, informandoci del rinvenimento, nel corso di uno scavo effettuato nella seconda metà dell' 800, di una scultura giudicata risalente all' epoca della decadenza dell'impero. Sembra inoltre che si possa rilevare un collegamento tra l'origine del paese e l' invasione dell'Italia, nel V e VI secolo, da parte dei popoli settentrionali; tale invasione sconvolse infatti anche quei vichi, occupanti al tempo dei romani i monti e i paesi marsicani, i cui abitanti cercarono rifugio nei
luoghi più alti, dove costruirono torri e rocche per un maggior controllo della situazione.
In proposito il Brogi osserva che se il paese di Pietraquaria non fosse già esistito, sarebbe sorto indubbiamente allora, in quanto in quel terribile momento il Salviano rappresentò un valido rifugio, per cui vi sorsero diversi casali . E' accertato che nel medioevo, intorno al XII sec., il paese aveva una certa importanza col suo castello "piantato" sul monte Salviano, "su quell' ampia roccia " che, come si esprime il Brogi, "era un sito adattissimo per costruirvi il castello; poiché il dirupo quasi per ogni lato lo proteggeva, e dove n'era difetto, si supplì con l'arte, siccome attestano le vestigia, che a nord-est tuttora si scorgono, del fosso che lo cingeva, nonché le vestigia delle larghe fondazioni del castello stesso". Pietraquaria era anche il centro dei casali situati nelle vicinanze sul monte; dipendeva dalla contea di Albe e la sua importanza è comprovata da due documenti: il catalogo dei Baroni del Regno ( 1187 ) e la Bolla di Clemente II (1188 ), i quali lo pongono tra i paesi con il maggior numero di abitanti dopo Celano, Pescina, Ortona dei Marsi e Venere.
In particolare nel primo documento si precisa in "cinque" il numero dei militi, oltre "l'aumento e gli inservienti che il feudo di Pietraquaria doveva fornire al re Normanno Guglielmo I il Buono, per la spedizione progettata in Terrasanta". La valutazione per cinque militi si riferiva a 120 famiglie, corrispondenti a 600 abitanti,circa. Si legge inoltre nel catalogo che "Pietraquaria era castello tenuto in demanio, cioè in dominio, dal Conte d'Albe" e che era tra "i più popolati e grossi del gran Principato della Valle Marsicana". In quell'epoca, inoltre, i paesi di Pietraquaria e d'Avezzano, pur dipendendo entrambi dal Conte di Albe, formavano due diversi feudi. Nel secondo documento s'indicano tutte le chiese appartenenti a Pietraquaria; il Brogi in proposito precisa che nel paese si trovava solo la chiesa di S. Maria, mentre quelle di S. Pietro e di S. Giovanni si trovavano nei casali vicini e dipendenti da Pietraquaria.
E' storicamente accertata, già dal XII secolo, l'esistenza sia della piccola Chiesa sia del culto di Maria SS di Pietraquaria. Il Febonio collega il ricordo dello scomparso paese di Pietraquaria alla "Chiesa della miracolosa Madonna, che prese nome dal vico" ed aggiunge che "la Chiesa, cara alla pietà degli avezzanesi, nell'anno 1614, essendo malandata, fu rinnovata dalle fondamenta in dimensioni più grandi. A questa Madonna si ricorre per soccorso nei periodi di siccità e raramente i ricorrenti sono delusi nel loro desiderio". Per il periodo compreso tra i secoli XII e XVII, nonostante del paese di Pietraquaria si abbiano poche notizie, che non derivino da tradizioni o da leggende, si è certi della sua scomparsa, come di quella degli altri casali situati sui versanti del Salviano. Si è congetturato che la fine del paese sia correlata alla decisione di Carlo d'Angiò che nel 1268, dopo la vittoria su Corradino di Svevia nella battaglia dei Piani Palentini, volle punire gli abitanti di Pietraquaria che si erano schierati con gli alleati di Corradino.
Altra notizia ipoteticamente legata alla scomparsa del paese riguarda la discesa nella Marsica d'Ambrogio Visconti, nel 1363, che con " 12000 fiere, non uomini", come dice il Muratori, saccheggiò e distrusse tutta la regione mentre si recava a combattere in Puglia. Gli abitanti di Pietraquaria, come tramandato ormai dalla tradizione, si rifugiarono soprattutto ad Avezzano e continuarono a venerare Maria S.S. di Pietraquaria, la cui immagine era stata ritrovata intatta tra le rovine. Con il passare del tempo, la devozione per la Madonna, che aveva operato tanti prodigi, si diffuse ed interessò sempre di più il popolo avezzanese. Così quella chiesetta di montagna in Pietraquaria, in seguito a vari lavori di ampliamento eseguiti attraverso i secoli, è diventata " Santuario Mariano " di rilevanza nazionale.
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